Tutto quello che devi sapere sulle spedizioni nel Regno Unito dopo la Brexit

Se hai deciso di aprire questo articolo, significa che non hai ancora le idee molto chiare su come spedire la tua merce nel Regno Unito, giusto?

Parliamoci chiaro: non conoscere la procedura e la documentazione necessaria potrebbe essere un grosso problema per due motivi:

  1. la merce potrebbe essere trattenuta più a lungo del dovuto;
  2. potresti ritrovarti a sostenere costi più alti di quelli veramente necessari.

Decisamente non il massimo, non trovi?

Con il proposito di fare più chiarezza, in questo articolo cercheremo di offrire una panoramica generale sullo stato odierno delle spedizioni a seguito della Brexit.

Spedizioni verso il Regno Unito: cos'è cambiato con la Brexit?

Fattori da prendere in considerazione per le spedizioni tra l'UE e il Regno Unito

Per comprendere l'impatto che la Brexit ha su di te in quanto rivenditore è importante capire cosa è cambiato dal primo gennaio del 2021.

Sinteticamente, questi cambiamenti includono alcuni fattori chiave:

  • obbligo delle dichiarazioni doganali tra la Gran Bretagna (Inghilterra, Galles e Scozia) e l'Unione Europea;
  • legge sull'IVA del Regno Unito;
  • legge sull'IVA dell'UE;
  • origine preferenziale.

Ma andiamo con ordine.

Prima della Brexit, il Regno Unito faceva parte dell'UE, il che significa che non c'era bisogno di passare attraverso l'ostacolo dello sdoganamento quando si spediva da una parte all'altra.

Vediamo due esempi per chiarire meglio questo aspetto:

Esempio 1: Spedizione dall'UE al Regno Unito

Prima della Brexit, se un rivenditore si trovava nel Regno Unito e voleva acquistare del tè greco di montagna, poteva importarlo dalla Grecia, ma senza passare per il processo di sdoganamento: non ci sarebbero state tasse, dazi o altri costi di importazione.

Esempio 2: Spedizione dal Regno Unito all'UE

Allo stesso modo, prima della Brexit, se un altro rivenditore avesse voluto spedire un vestito dal Regno Unito alla Germania, non ci sarebbe stato alcun processo di sdoganamento o tassa di importazione: la spedizione si sarebbe mossa liberamente.

Da questi esempi, si può notare che i fattori chiave sopra elencati (sdoganamento, IVA e origine preferenziale) non erano considerati per le spedizioni da e per il Regno Unito.

Ebbene, ora lo sono!

Cosa cambia nel processo di spedizione dopo la Brexit

Le spedizioni tra l'UE e il Regno Unito sono diventate più impegnative a causa delle norme di sdoganamento e dell'IVA, ma non è da vedersi tutto in negativo.

Diamo un'occhiata a ciascun fattore che ora influisce sulle spedizioni.

1. Sdoganamento

Le spedizioni tra l'UE e il Regno Unito sono adesso soggette al processo di sdoganamento.

In altre parole, verranno applicate tutte le tasse d'importazione, come IVA, dazi e altri adempimenti.

Ogni Paese dell'UE ha una propria serie di aliquote IVA, pertanto l'importo dell'imposta dipenderà dal Paese di importazione.

Inoltre, le spedizioni devono essere accompagnate da una dichiarazione doganale che indichi il valore degli articoli contenuti nella spedizione, le spese di spedizione, ecc. Questo è importante perché valori errati possono comportare l'addebito di dazi e IVA non corretti, senza contare che la spedizione può anche essere trattenuta per un'ispezione.

Inoltre, tieni presente che solo le merci di valore superiore al valore de minimis del Paese di importazione sono soggette a dazio:

  1. dazio de minimis UE: €150;
  2. dazio de minimis del Regno Unito: £135.

2. Legge sull'IVA nel Regno Unito

Non solo le spedizioni verso il Regno Unito possono essere soggette all'IVA dopo la Brexit, ma anche il Regno Unito ha ora le proprie regole per l'addebito e la riscossione dell'IVA.

Esatto, hai letto bene.

Il Regno Unito ha modificato le modalità di riscossione dell'IVA sulle importazioni di basso valore (ossia tutti gli ordini di valore pari o inferiore a 135 sterline). La riscossione dell'IVA su questi ordini è ora responsabilità del rivenditore online al momento del check-out sul proprio sito web.

Quest'ultimo, infatti, dovrà registrare un numero di partita IVA e versare le imposte al sito dell'Agenzia delle Entrate britannico – l'HMRC – con cadenza trimestrale.

È stato inoltre eliminato il de minimis di 15 sterline, il che significa che ogni ordine che entra nel Regno Unito può essere soggetto a IVA indipendentemente dal suo valore.

3. Legge UE sull'IVA

Anche l'UE ha implementato nuove linee guida sull'IVA, entrate in vigore a luglio 2021.

Come il Regno Unito, offre ai rivenditori online un nuovo metodo di riscossione dell'IVA sulle importazioni di basso valore (ordini di valore pari o inferiore a 150 euro). I rivenditori online possono consentire al vettore di riscuotere e pagare l'IVA o utilizzare il metodo IOSS (Import One-Stop-Shop), che richiede la registrazione di un numero di partita IVA e la rimessa mensile al Paese UE di registrazione.

Tuttavia, il cambiamento principale nella legge europea sull'IVA è l'eliminazione del valore de minimis di 22 euro.

Quindi, a partire dal 1° luglio 2021, ogni ordine spedito nell'UE è soggetto a IVA.

4. Origine preferenziale

Il 24 dicembre 2020 è stato stipulato un accordo tra il Regno Unito e l'UE che consente di esentare dai dazi le merci di origine preferenziale a determinate condizioni.

Ma cosa significa?

L'origine preferenziale significa semplicemente che se le merci o i materiali utilizzati per la produzione sono di origine britannica o europea è possibile godere di uno status preferenziale di esenzione dai dazi.

Affinché la merce venga spedita in esenzione doganale, l'origine preferenziale deve essere indicata sulla fattura commerciale.

In caso contrario, se il valore della merce è superiore alle 135 sterline, sarà obbligatorio versare gli oneri doganali.

Spedizioni nel Regno Unito dopo la Brexit: ecco i documenti di cui hai bisogno

Trattandosi di spedizioni di beni al di fuori dell'Unione Europea, sarà necessario possedere precisi documenti al fine di passare il controllo doganale:

  • Documento di identità del mittente e recapito del destinatario;
  • dichiarazione di libera esportazione;
  • lettera di vettura (in inglese AWB);
  • codice EORI (un codice alfanumerico identificativo per importazioni/esportazioni di merci in un Paese extra UE);
  • fattura commerciale o proforma.

A proposito di questo ultimo punto, la domanda sorge spontanea: quando è richiesta la fattura commerciale e quando la proforma?

Semplice.

Dovrai compilare la prima se hai intenzione di spedire la tua merce a fronte di una transazione, mentre per la spedizione di regali e resi è richiesta la fattura proforma.

Conclusioni

Ricapitolando, ecco i punti chiave da ricordare per preparare la tua azienda alla Brexit per le spedizioni verso il Regno Unito.

  • Preparati ad affrontare lo sdoganamento delle tue spedizioni.
  • Preparati a sdoganare le tue spedizioni e a incorrere in tutte le possibili tasse che ne derivano (IVA, dazi, ecc.).
  • Se spedisci ordini di basso valore nel Regno Unito (inferiori a £135), dovrai registrare un numero di partita IVA britannico e versare le imposte all'HMRC.
  • I valori de minimis sia per il Regno Unito che per l'UE sono stati eliminati; pertanto, tutte le importazioni possono essere soggette all'IVA.

Per maggiori informazioni sul materiale da imballaggio da utilizzare per spedire la tua merce, visita il sito di Imballaggi 2000, l'azienda di riferimento del settore.

A presto!

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